Gli amori di Maria

Andrea era bello, era bello davvero
la prima volta, a cavallo della moto,
il suo sorriso imprigionato in qualche foto;
chissą se allora era sincero?

Ti disse ch'eri bella come un fiore
sotto la luna e le stelle di maggio,
ti chiese con vergogna e coraggio:
"Ti va se facciamo all'amore?"

Non accettasti per un puro errore
e neppure per sfidare il peccato,
ne la vergogna di aver mai provato,
chi ti spingeva era solo l'amore.

E come potrą mai la penna di un poeta
scrivere di quella lunga sera,
l'emozione, la felicitą sincera,
il tuo sentire la gioia infinita.

Ma quando venne la primavera
e i fiori esplosero nei giardini
pieni di nonne, mamme e bambini
che salutavano pi— tardi la sera,

in un bel giorno di quella stagione
nacque il frutto del tuo peccato,
un bimbo bello che avevi adorato
ma era il figlio di un'opinione

che era contraria a quella corrente
alla propaganda pił disumana
di qualche figlio di puttana
a cui piaceva ammazzare la gente.

Il padre disse: "Non sarei buono
a far da padre a una bella creatura."
E' l'ironia che ansconde la paura.
"Amici come prima, rancori nessuno."

Ora Maria a tanti e tanti amori
quando passeggia sotto i lampioni
gente comune e un po' di coglioni
ma son tutti falsi e nessuno sincero.

Ama soltanto come cosa vera i suoi occhi e la bocca strana
anche se č un figlio di puttana
e come sempre sta calando la sera.