Dedicata a
A chi non sa fingere
di prendersi in giro,
a chi vuole capire
chi c'è al di là del muro.
Alla sua barba folta
ed ai suoi occhi strani
con l'aria un po' stravolta
e lo sconforto per il domani.
Ai cinque minuti passati sospesi
sopra quel vecchio tram,
ai lunghi e stanchi momenti spesi
tra due tazzine di bam bam.
Agli occhi di Marina
che voglion dire tutto,
alla promessa strana
di un'anima che è in lutto
e che vorrebbe urlare
la sua rabbia vera, umana
al vento, alle rosse bandiere,
al silenzio, ad un amico, una puttana,
a suo figlio che ride felice
perchè non può piangere ancora,
in una sera di sole e di pace
mentre saluta la primavera.
Dedicata a...
a lui che non è il solo
e sotto ora a chi tocca,
un altro cazzo in culo
ed una mano a tappar la bocca.